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Avviso pubblico "URBIS" per la creazione di servizi di prossimità presso le aree urbane a forte rischio di marginalità

Avviso pubblico "URBIS" per la creazione di servizi di prossimità presso le aree urbane a forte rischio di marginalità

Data di pubblicazione: 19 settembre 2018
Data di scadenza: 10 dicembre 2018
Categoria: Altri avvisi Altro

Il Comune di Bari  con il bando “URBIS”,  misura del PON Città Metropolitane 2014/20, promuove e sostiene, la creazione di nuove imprese sociali di prossimità nelle aree più fragili della città sotto il profilo socio-economico ed urbanistico, attraverso l’erogazione di incentivi a fondo perduto compresi tra 15.000 e 40.000 €, a fronte di un cofinanziamento del 15%.

Urbis rappresenta lo strumento di valorizzazione di esperienze promosse dal terzo settore e una valida opportunità per gruppi informali di giovani e meno giovani che intendano costituirsi in forma cooperativa per realizzare un progetto di impresa.

Per partecipare al bando Urbis le proposte progettuali dovranno ispirarsi ai seguenti quattro elementi: Città, Comunità, Creatività e Prossimità.

  • Città, inteso come insediamento urbano, sociale, culturale ed economico;
  • Comunità, per la capacità dei progetti di coinvolgere attivamente le diverse comunità locali;
  • Creatività, come leva di rigenerazione dello spazio attraverso l’attivazione di nuove funzioni, di produzione di nuovo senso e nuove vocazioni;
  • Prossimità, come attitudine all’integrazione del nuovo servizio in un contesto cooperativo e riconoscibile dai residenti. L'obiettivo è quello di stimolare il coinvolgimento del terzo settore e/o dei gruppi informali portatori di nuove idee nei percorsi di rigenerazione urbana, sociale e culturale attivati dall’Amministrazione presso le aree bersaglio e favorire l’attivazione di nuovi servizi di prossimità entro un network più ampio di economia sociale.

Grazie al sostegno di Urbis si potranno creare palestre popolari, ciclofficine, portierati di quartiere, centri ludici, cinema di quartiere e tutti quei servizi che incrementino la qualità di vita delle comunità presso le aree bersaglio.

Tutte le attività dovranno essere non profit e potranno partecipare all’avviso i soggetti del terzo settore (organizzazioni di volontariato, cooperative sociali, fondazioni, enti morali ed ecclesiastici, associazioni) o gruppi informali che vogliano costituirsi e attivare una nuova iniziativa sui quartieri bersaglio.

Possono partecipare al presente avviso soggetti no-profit del terzo settore o gruppi informali, in forma singola o in partnership costituite o da costituire.
I soggetti del terzo settore no-profit ammessi al presente Bando sono i seguenti:
a) Organizzazioni di volontariato iscritte negli appositi registri istituiti dalle regioni e dalle province
autonome (Legge n. 266/1991) che non svolgono attività commerciali diverse da quelle marginali indicate nel decreto 25 maggio 1995;
b) Associazioni di Promozione Sociale iscritte negli appositi registri nazionali e regionali (Legge n.383/2000);
c) Cooperative sociali iscritte all'Albo delle società cooperative, disciplinato dal Decreto del Ministro dello sviluppo economico del 23 giugno 2004 e successive integrazioni;
d) Fondazioni e associazioni aventi personalità giuridica;
e) Enti morali ed ecclesiastici;
f) Associazioni, Comitati, Fondazioni, Società cooperative e gli altri enti di carattere privato iscritti all'anagrafe delle Organizzazioni non lucrative di utilità sociale (Onlus);
g) Associazioni riconosciute e non riconosciute che riportino nel proprio Statuto l’esplicito divieto di distribuzione diretta o indiretta degli utili;
h) Organizzazioni non governative (ONG);
i) Imprese sociali di cui al Decreto Legislativo 2017, n°112;
j) Gruppi informali composti da individui e non costituiti in alcuna forma.

Le attività proposte e/o il servizio da sviluppare dovranno essere localizzati su aree urbane ad elevata criticità socio-economica della Città di Bari, individuate dall'Amministrazione Comunale come "aree bersaglio", cui sono destinate anche le risorse finanziarie previste per l’Asse 4 (Infrastrutture per l’Innovazione Sociale) del Piano Operativo del PON Metro del Comune di Bari.
Qualsiasi proposta localizzata al di fuori dalle suddette aree sarà considerata non ammissibile.

La documentazione amministrativa e la domanda, vanno prodotte con le modalità espressamente indicate nel bando.
Il plico va presentato a mano, oppure a mezzo raccomandata A.R. o analoghi del Servizio Poste Italiane, oppure a mezzo Corriere o Agenzia di recapito, presso la sede della Ripartizione Politiche Educative, Giovanili e del Lavoro del Comune di Bari, sita in Via Venezia n. 41.
Le proposte progettuali dovranno pervenire, pena l’esclusione, entro le ore 12,00 del 10.12.2018.
Il recapito del plico rimane ad esclusivo rischio del mittente, per cui l’Amministrazione non assumerà responsabilità alcuna qualora, per qualsiasi motivo, il plico medesimo non arrivi in tempo.

La valutazione delle proposte progettuali sarà effettuata da una commissione che, sulla base dei punteggi che saranno assegnati a ciascuna proposta stilerà la graduatoria dei progetti.
La Commissione avrà la facoltà di richiedere chiarimenti in ordine alle proposte progettuali candidate.

Per informazioni sul presente avviso e sulle procedure di presentazione delle proposte progettuali, i soggetti interessati potranno utilizzare l’indirizzo email: urbis.ponmetro@comune.bari.it formulando le proprie richieste di chiarimento.

 

08/11/2018 - Vista la nota della Ripartizione Patrimonio prot. n. 300977/2018 del 7 novembre 2018, si comunica che gli immobili disponibili sono i seguenti:
1. Capannone Japigia, Via Troisi, fg. 43 part. 208, 104 e 105
2. Masseria Borracci
3. Locale Giardino Bucci e spazi adiacenti, fg. 95, p.lla 4256, sub 1
4. Ex Campo sportivo Catino, fg. 8, p.lla 82, sub 1.

 

Quesiti

  1. D: Con riferimento ai requisiti dei soggetti proponenti, sono ammissibili soggetti singoli o associati con residenza o sede legale fuori dal comune di Bari, anche nel caso di partnership?
    R: Sono ammissibili soggetti proponenti con residenza o sede legale fuori dal Comune di Bari, anche nel caso di partnership.
    Il criterio di localizzazione è quello di investimento, non di residenza. Quindi non ci sono indicazioni/ limitazioni con riferimento alla residenza e/o sede legale (si veda in proposito l'art. 4 dell'Avviso).
    L'importante è che si investa nelle aree bersaglio, cioè che le attività proposte e/o il servizio da sviluppare siano localizzati su aree urbane ad elevata criticità socio-economica della Città di Bari, individuate dall'Amministrazione Comunale (si veda al riguardo l'art. 5 dell'Avviso che rinvia all'Allegato "Aree bersaglio").
  2. D: Quali sono i requisiti dei componenti del gruppo informale? Lo stesso gruppo deve essere composto da un minimo di componenti? Questi devono possedere requisiti specifici o premiali?
    R: I requisiti dei soggetti proponenti sono esplicitati all'art. 4 dell'Avviso, cui si rinvia.
    Il numero minimo di componenti il gruppo informale è 2 persone.
    Ad ogni buon conto, in caso di partecipazione di gruppi informali, si richiama l'attenzione sull'obbligo di costituirsi in una delle forme giuridiche indicate nell'art. 4 entro 30 gg dalla comunicazione dell'avvenuta ammissione a contributo, specificando, altresì, che già al momento della presentazione della proposta progettuale dovrà essere allegata apposita dichiarazione di impegno a formalizzare la costituzione della ATS.
    L'art. 8 dell'Avviso, poi, nel prevedere i criteri di valutazione delle proposte progettuali, riconosce premialità, ad esempio in caso di radicamento territoriale del proponente sull'area bersaglio (a.2) e/o in caso di presenza di associazioni giovanili all'interno del partenariato (a.7). 
  3. D: Si può partecipare come capofila in un progetto e come partner interno in un secondo progetto? Si può essere partner interno in due progetti in due o più progetti? Si può essere partner esterno in due o più progetti? Si può presentare proposta da capofila con un progetto (o in una rete ATS) e rientrare in un'ulteriore rete di partenariato esterno per un altro progetto?
    R: L’art. 4 dell'Avviso chiarisce che "Ciascun soggetto potrà partecipare ad una sola proposta, in forma singola o in ATS, pena la decadenza di tutte le domande in cui è coinvolto". Quindi, non è possibile partecipare come capofila in un progetto e come partner interno in un secondo progetto e non è possibile essere partner interno in due o più progetti. D'altra parte, è possibile essere partner esterno in due o più progetti ed è possibile essere partner interno in un progetto e fare il partner esterno in altro progetto. 
  4. D: In merito al bando in oggetto, è possibile includere come partner esterno al progetto (senza budget) i servizi sociali di uno dei Municipi del Comune? E' sufficiente una dichiarazione di manifestazione d'interesse da allegare al formulario?
    R: E' possibile includere come partner esterno al progetto i servizi sociali del Municipio. Si richiama, in proposito, l'art. 4 dell'Avviso, secondo cui "E' ammesso e costituisce elemento premiante il coinvolgimento di partner esterni, ovvero enti che supportano il progetto esternamente (...).  La presenza di partner esterni nel progetto, dimostrabile attraverso lettere, convenzioni o manifestazioni di interesse con il proponete/ capofila, concorre alla definizione della qualità del progetto".
  5. D: Il servizio di prossimità deve essere gratuito per i cittadini? O può richiedere il pagamento di un ingresso per usufruire del servizio o di una quota associativa mensile/annuale?
    R: Il servizio di prossimità non deve essere gratuito per i cittadini, si può senz'altro prevedere un servizio remunerato, purché l'impresa sociale proponente non realizzi utili o non distribuisca dividendi dall'attività e si configuri quindi come una non profit.
  6. D: Nell’ipotesi in cui il proponente sia un ente ecclesiastico sprovvisto di atto costitutivo e statuto, quale documentazione si deve allegare in alternativa?
    R: In caso di ente ecclesiastico sprovvisto di atto costitutivo e statuto è possibile allegare in alternativa la documentazione sostitutiva prevista (ad. es. l'attestato sostitutivo predisposto dalla CEI previsto per gli enti senza statuto). 
  7. D: Quali sono le modalità per dimostrare/ rendicontare la quota di co-finanziamento?
    R: La quota di co-finanziamento viene dichiarata attraverso la compilazione dell'allegato 6 ("Budget proposta progettuale"). Le modalità per rendicontare la quota di co-finanziamento sono esplicitate all'art. 14 dell'Avviso, cui si rinvia.
  8. D: Quesito relativo agli immobili dove svolgere l'attività: è necessario individuare un luogo specifico all'interno delle aree bersaglio dove realizzare il progetto? Esiste un elenco degli immobili pubblici (es. comunali) utilizzabili?
    R: E' sicuramente necessario indicare un luogo specifico all'interno delle zone bersaglio dove realizzare il progetto. Al riguardo non esiste un apposito elenco di beni. Nel caso in cui si intenda utilizzare un immobile comunale, è necessaria una lettera di disponibilità condizionata al finanziamento a firma del patrimonio o di una qualsiasi ripartizione comunale.
    Per ottenere l'elenco degli immobili comunali eventualmente utilizzabili è possibile rivolgersi alla Ripartizione Patrimonio del Comune di Bari.
  9. D: In riferimento a quanto riportato nel bando all'art. 7, specificatamente, al capoverso secondo cui "Le spese sono ammissibili se effettuate successivamente alla data di presentazione della domanda di contributo", si chiede se l'interpretazione corretta è che sono spese ammissibili anche quelle effettuate in fase di candidatura al bando purché attinenti la proposta presentata.  Ad esempio, se dopo aver inoltrato la candidatura, si acquistano già beni strumentali o un ramo di attività da altra società, tali costi sono ammissibili?
    R: Sì, è corretta l'interpretazione del capoverso dell'art. 7 indicato. Ovviamente sostenendo le spese dopo la trasmissione della candidatura e prima degli esiti della valutazione, il proponente si assume il rischio in caso di mancato finanziamento e dovrà rispettare le regole di rendicontazione richieste all'art. 14 dell'Avviso.
  10. D: All’art. 7 del Bando Urbis, tra le spese non ammissibili rientrano alla lettera l) “le spese per opere infrastrutturali e/o lavori assimilati, comprese quelle per l'adeguamento funzionale dell'immobile e per la ristrutturazione dei locali”. Considerando che per la creazione di una nuova impresa sociale presso un locale in disuso ci sarebbe bisogno di operare alcuni piccoli interventi di manutenzione straordinaria (es. rifacimento impianto elettrico, tinteggiatura, ecc.) è possibile considerare queste come ammissibili?
    R: Con riferimento all'art. 7 dell'Avviso Urbis, si precisa che, a titolo esemplificativo, un intervento di tinteggiatura delle pareti può essere considerato di manutenzione ordinaria, come tale da includere tra le spese ammissibili. D'altra parte, il rifacimento degli impianti è considerato intervento di manutenzione straordinaria, quindi non incluso tra le spese ammissibili.
  11. D: Le attività progettuali possono svolgersi all'interno di una scuola sita in una delle aree bersaglio senza richiedere la costituzione di nuovi spazi dedicati?
    R: Le attività di progetto possono svolgersi all'interno di una scuola sita in una delle aree bersaglio, ma a condizione che sussista una regolare concessione d'uso da parte dell'istituzione scolastica e compatibilmente con gli orari e le attività scolastiche.
Responsabile di procedimento: Daniela Santospirito
Pubblicato da: Ripartizione Politiche Educative, Giovanili e del Lavoro