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World Press Photo 2023

Cultura e Turismo Arte e Mostre

World Press Photo 2023

Dal 13 October 2023 al 10 December 2023
Presso Teatro Margherita
 World Press Photo 2023

Sono 120 gli scatti vincitori della 66° edizione di World Press Photo Exhibition, il concorso di fotogiornalismo più prestigioso al mondo che giunge in mostra a Bari, per il decimo anno consecutivo.

L’immagine vincitrice del titolo di World Press Photo of the Year 2023 è stata scattata dal giornalista e fotografo ucraino Evgeniy Maloteka il 9 marzo del 2022 per l’Associated Press. L’assedio di Mariupol – questo il titolo dell’opera – è un’immagine cruda, realizzata durante l’attacco aereo al Mariupol Maternity Hospital: Iryna Kalinina, 32 anni, donna incinta e gravemente ferita, è adagiata su una barella e viene trasportata all’esterno dell’ospedale colpito deliberatamente dalle forze armate russe, in un attacco che ha causato tre morti e circa diciassette feriti. Il suo bambino, chiamato Miron (nome che in ucraino significa “pace”) è nato morto poco dopo quello scatto e, mezz’ora dopo il parto, anche Iryna è deceduta. La scelta della giuria nel decretare questa immagine lo scatto simbolo dell’anno appena trascorso è motivata dal fatto che la foto descrive un vero e proprio attacco al futuro dell’Ucraina. 

Ad aggiudicarsi il premio per la World Press Photo Story of the Year è stato, invece, il reporter danese Mads Nissen, con il lavoro dal titolo Il prezzo della pace in Afghanistan, realizzato per Politiken: il lavoro raccoglie nove scatti che raccontano come si vive sotto il regime dei talebani dopo il ritiro degli americani nell'agosto del 2021. In uno di questi, realizzato il 13 gennaio del 2022, è ben evidente un murale propagandistico talebano che copre il muro dell’ex ambasciata statunitense a Kabul. Di fronte a quello stesso muro, i venditori ambulanti offrono alla popolazione bandiere, manifesti e altri articoli dei talebani. 

Battered Waters (letteralmente “acque maltrattate”), lavoro della fotografa armena Anush Babajanyan realizzato per VII Photo/National Geographic Society è invece il vincitore per la categoria World Press Photo Long-Term Project. Tema centrale è quello della crisi climatica nell’Asia centrale e, in particolare, in Tagikistan, Kirghizistan, Uzbekistan e Kazakistan. Al centro la siccità e la capacità della popolazione ad adattarsi a questa emergenza, ma anche la gestione dell'acqua dopo la caduta dell'Unione Sovietica e l'assenza di forniture idriche adeguate.

Here, The Doors Don’t Know Me (Qui le porte non mi conoscono) dell'egiziano Mohamed Mahdy ha ricevuto, infine, il World Press Photo Open Format Award. Questo progetto, basato sul web, esplora gli effetti dell’innalzamento del livello dei mari sulla comunità locale di Al Max, un villaggio di pescatori situato lungo il canale di Mahmudiyah, ad Alessandria d’Egitto. Per intere generazioni, i suoi abitanti hanno vissuto e lavorato sul canale che conduce al Mar Mediterraneo. Nel 2020, il governo egiziano ha iniziato a sfrattarli e trasferirli in abitazioni a diversi chilometri di distanza dai canali, non solo demolendo le case, ma anche mettendo in pericolo le memorie collettive e la cultura locale radicata in Al Max. L’autore narra attraverso foto, materiali d'archivio ma anche lettere e scritti dei residenti, video e suoni, la storia della comunità che, lentamente, sparisce.

Due i fotografi italiani presenti in mostra: il primo è il romano Simone Tramonte, vincitore regionale per l’area geografica dell’Europa per la categoria Long Term Project con l’opera dal titolo Net- Zero Transition. Attraverso nove scatti realizzati in Italia, Spagna e Islanda tra il 2020 e il 2022, il progetto fotografico documenta le tecnologie innovative che offrono possibili percorsi verso l’obiettivo fissato dall’Unione Europea di ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 55% entro il 2030 e di toccare lo zero entro il 2050. Le energie rinnovabili, le nuove tecnologie per la produzione alimentare e l’economia circolare possono, in questo senso, essere viste come le tendenze fondamentali tra le aziende europee che cercano una transizione verde. 

Il secondo è Alessandro Cinque, originario di Orvieto ma stabilitosi a Lima, in Perù. È lui ad aggiudicarsi il premio Story of the Year per l’area geografica del Sud America, con il reportage dal titolo Alpaqueros, realizzato con il supporto del National Geographic e del Pulitzer Center. Vitali per il sostentamento di molte persone nelle Ande peruviane, gli alpaca affrontano nuove sfide a causa della crisi climatica. Con i pascoli naturali che si ritirano, questi animali lottano sempre di più per pascolare e idratarsi. Le comunità di alpaqueros (allevatori di alpaca) a loro volta possono essere costrette a spostarsi ad altitudini più elevate o ad abbandonare il loro stile di vita. Per combattere queste difficoltà, gli scienziati sperano di affrontare il problema creando razze più resistenti alle temperature estreme. La giuria ha apprezzato il modo in cui questo reportage dimostra come la cultura e l’identità siano profondamente intrecciate con l’ambiente. 

Nell’ambito della mostra, da sabato 11 novembre a giovedì 7 dicembre è prevista la rassegna di incontri World Press Photo Talks, organizzata da CIME e curata da Vincenzo Cramarossa, consulente e comunicatore politico.
Si tratta di un ciclo di appuntamenti, aperti al pubblico e gratuiti, che approfondiranno i temi più salienti che animano il dibattito contemporaneo: dalle conseguenze prodotte dall’avvento della intelligenza artificiale nel mondo della comunicazione e dei media alla rivoluzione delle donne in Iran; dalla crisi climatica con un particolare approfondimento sullo stato di salute degli oceani fino all’analisi del contesto sociale in cui crescono e si formano le nuove generazioni. E ancora, dai fenomeni migratori scaturiti dall’esercizio del potere agli strumenti di repressione politica.

 

World Press Photo Talks: gli appuntamenti

 

Sabato 11 novembre | Ore 18.30

Vero o Verosimile? Il fotogiornalismo all’epoca dell’intelligenza artificiale

Ospiti: Nicolas Lozito (photo editor e giornalista de La Stampa), Claudio Riccio (Creative strategist e docente di Etica della comunicazione)

Modera: Vincenzo Cramarossa 

 

Venerdì 24 novembre | Ore 18.30

Potere e repressione in Tunisia 

Ospiti: Giorgia Linardi (portavoce e consulente legale della ONG tedesca Sea-Watch), Matteo Garavoglia (giornalista freelance esperto di Tunisia e Nord Africa), Giovanni Culmone (fotografo e filmmaker specializzato in questioni politiche e sociali)

Modera: Vincenzo Cramarossa 

 

Mercoledì 29 novembre | Ore 19.00 (in collaborazione con l’Università degli studi di Bari)

Migrare non è reato

Ospiti: Daniele Petrosino (professore di scienze politiche presso l’Università degli Studi di Bari)

 

Giovedì 30 novembre | Ore 19.00 (in collaborazione con l’Università degli studi di Bari)

L’Egitto come paradigma mediterraneo tra subalternità e resistenza 

Ospiti: Alfredo Ferrara (scrittore e ricercatore presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli studi di Bari) 

 

Venerdì 1° dicembre | Ore 18.30

Willy. Una storia di ragazzi

Ospiti: Christian Raimo (scrittore, traduttore, insegnante, autore del podcast Willy. Una storia di ragazzi), Rosa Ferro (media educator, direttrice artistica di rassegne di Cinema Ragazzi), Torto O.G. (rapper, blogger, autore). 

Modera: Vincenzo Cramarossa 

 

Domenica 3 dicembre | Ore 18.30 (in collaborazione con l’Università degli studi di Bari)

Un mare di cambiamenti. Passato, presente e futuro degli oceani: geologia e biologia dialogano

Ospiti: Cataldo Pierri (docente di zoologia applicata presso l’Università degli studi di Bari membro del Comitato scientifico Marevivo Onlus), Caterina Longo (docente di zoologia presso l’Università degli Studi di Bari), Massimo Moretti (docente di geologia presso l’Università degli Studi di Bari), Stefania Lisco (docente di sedimentologia presso l’Università degli Studi di Bari) 

 

Mercoledì 6 dicembre | Ore 19.00 (in collaborazione con l’Università degli studi di Bari)

“Donna, vita, libertà”: la lotta delle donne in Iran

Ospiti: Pegah Moshir Pour (consulente italo-iraniana e attivista di diritti umani e digitali), Francesca Romana Recchia Luciani (docente di storia delle filosofie contemporanee e coordinatrice del dottorato in Gender Studies dell’Università degli studi di Bari). Introduzione di Manoocher Deghati (fotoreporter, vincitore di World Press Photo e del Premio Pulitzer per la fotografia).

Modera: Maddalena Tulanti 

 

Giovedì 7 dicembre | Ore 19.00 (in collaborazione con l’Università degli studi di Bari e il CIRP – Centro interdipartimentale di Ricerche sulla Pace “Giuseppe Nardulli”)

I diritti umani in tempo di guerra

Ospiti: Valeria Cirillo (docente di economia politica presso l’Università degli Studi di Bari) Costanza Pasquali Lasagni (operatrice umanitaria UNICEF)

 

Orari
Lunedì, martedì, mercoledì e giovedì: 10.00 - 21.00
Venerdì e sabato: 10.00 - 22.00
Domenica: 10.00 - 21.00
(La biglietteria chiude 30 minuti prima)

 

Ticket

  • Ticket intero: € 10,00
  • Under 30 | Over 65: € 7,50
  • Giornalisti/e con tesserino: € 7,50
  • Guide turistiche con tesserino: € 7,50
  • Scuole (scuole secondarie): € 4,00
  • Martedì universitario: € 5,00
  • Gruppi: € 7,50 (min 15 persone, con prenotazione. Per ogni 15 visitatori, il 16esimo avrà un biglietto omaggio).
  • Ingresso gratuito: diversamente abili e loro accompagnatori, ragazzi sotto i 12 anni e giornalisti con tesserino in corso di validità che abbiano fatto richiesta di accredito stampa almeno 48h prima tramite una mail all’indirizzo press@worldpressphotobari.it, con i dati necessari: nome e cognome, testata, e-mail.

 

Info: + 39 351 145 9819 | info@worldpressphotobari.it

Online ticket: https://www.liveticket.it/evento.aspx?Id=454575&

 

Sito web: www.worldpressphotobari.it
Facebook: www.facebook.com/worldpressphotobari
Instagram: www.instagram.com/worldpressphoto_bari

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