I.M.U. - Imposta Municipale Propria

IMU 2018

Il D.Lgs. n. 14/03/2011 n. 23 recante "disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale ", agli artt. 8 e 9, ha istituito l'Imposta Municipale Propria; il D.L. n. 201 del 06/12/2011 (convertito con modificazioni dalla legge 22 dicembre 2011 n. 214 e s.i.m.) ha previsto l'anticipazione dell'istituzione dell'Imposta Municipale Propria, in via sperimentale a decorrere dall'anno 2012, con conseguente applicazione in tutti i comuni del territorio nazionale in base agli artt. 8 e 9 del suindicato D.Lgs. n. 23/2011.
L'art. 1, comma 703, della citata L. 147/2013 ha stabilito che "l'entrata in vigore della IUC lascia salva la disciplina dell'IMU" e, pertanto, il Consiglio Comunale, con deliberazione n. 19 del 26 marzo 2018 ha approvato le aliquote e le detrazioni per l'applicazione dell'Imposta Municipale Propria (I.M.U.) per l'anno 2018.

 

1. ALIQUOTA ORDINARIA

10,6‰

2. ALIQUOTA ABITAZIONE PRINCIPALE (fabbricati di categoria catastale A/1, A/8, A/9)

6‰

3. ALIQUOTA ALLOGGI REGOLARMENTE ASSEGNATI DALL’ARCA (già IACP) regolarmente assegnati e non costituenti alloggi sociali ed adibiti ad abitazione principale degli assegnatari

4,6‰

4. ALIQUOTA AGEVOLATA per gli immobili abitativi (dalla cat. A1 alla cat. A9) concessi in comodato d’uso gratuito ad un parente, entro il 1° grado, il quale stabilisce la propria residenza anagrafica nella stessa unità immobiliare. Si precisano i seguenti criteri applicativi ai fini del riconoscimento dell’agevolazione in argomento:

l’agevolazione viene riconosciuta per una sola unità immobiliare;

sono comprese nell’agevolazione anche le pertinenze dell’unità immobiliare concessa in comodato, secondo gli stessi criteri adottati alle pertinenze delle abitazioni principali (massimo n. 1 pertinenza per ognuna delle cat. C2, C6 e C7 – art. 13 del D.L. 201/2011).

7,6‰

5. ALIQUOTA AGEVOLATA per le unità immobiliari locate con contratti agevolati della seguente tipologia:

- locazione ai sensi dell’art. 2, commi 3 e 4, della Legge n.431/1998 e s.m.i.;
- locazione a studenti ai sensi dell’art. 5, comma 2, della Legge n. 431/1998 e s.m.i.;

4‰

6. ALIQUOTA AGEVOLATA per le unità immobiliari realizzate da cooperative edilizie, assegnate ai soci delle stesse, per le quali non sono ancora ultimate le procedure per il rilascio del certificato di agibilità e non è pertanto possibile l’utilizzo come abitazione principale;

4,6‰

7. ALIQUOTA AGEVOLATA per gli immobili ricompresi nella categoria catastale D3 (cioè adibiti a teatri, cinema, sale per concerti, sale per spettacoli dal vivo).

Si precisano i seguenti criteri applicativi ai fini del riconoscimento dell’agevolazione in argomento:

l’agevolazione è riconosciuta soltanto per gli immobili dotati di opportuna licenza di pubblico spettacolo e rispetto ai quali è possibile dimostrare lo svolgimento di attività nel corso dell’intero anno d’imposta;

7,6‰

8. ALIQUOTA AREE EDIFICABILI: per determinare la relativa base imponibile, i contribuenti possono uniformarsi ai valori delle aree edificabili approvati dalla Giunta Comunale

10,6‰

a) è ridotta al 75% l'imposta, determinata applicando l'aliquota sopraindicata (punto n. 5), per gli immobili locati a canone concordato di cui alla legge 9 dicembre 1998, n. 431;

b) è ridotta al 50% la base imponibile (punto n. 4) per le unità immobiliari, fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l'immobile concesso in comodato.
Il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante oltre all'immobile concesso in comodato possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.
Ai fini dell'applicazione delle disposizioni della presente lettera, il soggetto passivo attesta il possesso dei suddetti requisiti nel modello di dichiarazione di cui all'articolo 9, comma 6, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23. 

Viene considerata adibita ad abitazione principale anche l'unità immobiliare posseduta da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente a condizione che la stessa unità immobiliare non sia locata.
A partire dal 2015, è' altresì considerata direttamente adibita ad abitazione principale una e una sola unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato ed iscritti all'AIRE, già pensionati nei rispettivi paesi di residenza, a condizione che non risulti locata o data in comodato (co. 2, art.13, d.l. 201 del 6 dicembre 2011, convertito dalla L., n. 214/2011, come modificato dalla L. 23 maggio n. 80).
Le abitazioni e pertinenze di cittadini residenti all'estero (AIRE) non pensionati sono soggette all'applicazione dell'IMU con aliquota ordinaria.

DETRAZIONE PER L'ABITAZIONE PRINCIPALE

€ 200,00

DETRAZIONE PER ALLOGGI REGOLARMENTE ASSEGNATI DALL’ARCA (già IACP) ed adibiti ad abitazione principale degli assegnatari

€ 200,00

 

E' stata eliminata la maggiorazione della detrazione in passato prevista per l'abitazione principale nel caso di figli di età inferiore a 26 anni dimoranti e residenti nell'abitazione principale del possessore per le abitazioni destinate ad abitazione principale classate nelle categorie catastali A/1-A/8 e A/9.

Si conferma che per il riconoscimento delle ulteriori agevolazioni (nn. 4, 5, 6, 7) istituite dal Comune, il contribuente dovrà presentare alla Ripartizione Tributi, dal 7 gennaio ed entro e non oltre il 30 giugno 2019, apposita istanza corredata da dichiarazione sostitutiva di certificazione, resa ai sensi del D.P.R. 28/12/2000 n. 445 e ss.ii.mm., secondo modalità che saranno rese note con apposite informative.

E' disponibile il sistema di calcolo guidato per IMU 2018, con la compilazione automatica e la stampa del modello F24. Da quest'anno tutti i residenti maggiorenni, titolari di immobili nel territorio del Comune di Bari, potranno, previa registrazione, accedere all'elenco degli immobili di proprietà siti nel Comune di Bari, così come riportati in Catasto.
La registrazione avverrà mediante inserimento delle generalità e dei dati riguardanti la propria carta di identità. Verificata la corrispondenza dei dati dichiarati, il sistema provvederà a mostrare i propri immobili come risultanti in Catasto e, una volta selezionato l'immobile soggetto a TASI od IMU, saranno elaborati calcolo e stampa di F24.
Per gli utenti residenti che si registreranno il link è il seguente: https://www.ddmanagement.it/bari/admin/ba000.php.
Per gli altri utenti non residenti o per coloro che sono già in possesso dei dati catastali dei propri immobili in Bari, il link invece è il seguente: https://www.ddmanagement.it/bari/admin/st800.php.
Per ogni ulteriore informazione sul descritto servizio di calcolo è disponibile il seguente contatto telefonico: 080/5773573.

Per maggiori informazioni: COMUNE DI BARI - RIPARTIZIONE TRIBUTI Ufficio Imu

Sono obbligati al pagamento dell'imposta (art. 9, comma 1, D.Lgs 23/2011):
- il proprietario o titolare di altro diritto reale sull'immobile;
Non sono tenuti al pagamento dell'imposta il locatario, il comodatario o, in generale, chi non è titolare di diritti reali sull'immobile.
Tuttavia:
- in caso di leasing soggetto passivo è il locatario finanziario dalla stipula del contratto e per tutta la durata dello stesso, anche se avente ad oggetto immobili da costruire o in corso di costruzione (art. 9, comma 1, D.Lgs 23/2011);
- in caso di concessione di aree demaniali soggetto passivo è il concessionario;
- nell'ipotesi di abitazioni assegnate al coniuge in caso di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, ai soli fini del tributo, l'assegnazione si intende fatta a titolo di diritto di abitazione. Quindi è soggetto passivo dell'imposta per l'intera abitazione il coniuge assegnatario, a prescindere dalla titolarità della stessa (art. 4, comma 12-quinquies, D.L. 201/2011), ma esente per l'annualità in corso.

L'individuazione della base imponibile avviene in modo differente a seconda della diverse tipologie di immobili.

a) Fabbricati iscritti in catasto

La base imponibile dei fabbricati iscritti in catasto è del tutto analoga a quella dell'ICI, con l'eccezione della rivalutazione dei moltiplicatori utilizzati. Essa è ottenuta moltiplicando la rendita catastale, vigente in catasto al 1° gennaio dell'anno di imposizione, rivalutata del 5%, per appositi moltiplicatori, secondo la seguente formula:

Valore imponibile = rendita catastale x 1,05 x moltiplicatore

La rendita catastale del fabbricato può ottenersi dalla visura catastale (reperibile presso l'Agenzia del Territorio o i professionisti abilitati).
I moltiplicatori sono invece diversi a seconda della categoria catastale del fabbricato (sempre desumibile dalla visura catastale), come segue:

 

TABELLA MOLTIPLICATORI IMPOSTA MUNICIPALE PROPRIA

CATEGORIA CATASTALE MOLTIPLICATORE

A (eccetto A/10)

160

A/10 80
B 140
C/1 55
C/2 - C/6 - C/7 160
C/3 - C/4 - C/5 140
D (eccetto D/5) 65
D/5 80

 

Attenzione: il moltiplicatore degli immobili di categoria D (eccetto gli D5) nel 2013 è stato incrementato a 65.

Casi particolari
- Fabbricati di interesse storico o artistico: per tali immobili, rientranti nella definizione di bene culturale dettata dall'art. 10 del D.Lgs 42/2004, il valore imponibile come sopra determinato è RIDOTTO del 50% (art. 13, comma 3, D.L. 201/2011). Non è più invece applicabile lo speciale criterio di determinazione della rendita catastale previsto nell'ICI. Per fruire dell'abbattimento dell'imposta al 50% è necessario presentare la dichiarazione IMU (modello ed istruzioni infra).
- Fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati: il valore imponibile, come sopra calcolato, è RIDOTTO del 50%, a condizione che (art. 13, comma 3, D.L. 201/2011):
- l'inagibilità o l'inabitabilità sia accertata dall'ufficio tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, da allegare alla dichiarazione oppure, in alternativa, il contribuente presenti una dichiarazione sostitutiva ai sensi del DPR 445/2000, rispetto a quanto indicato nel punto precedente;
- il fabbricato non sia di fatto utilizzato;
NB: Si considerano inagibili o inabitabili, per la fruizione della riduzione sopra citata, i fabbricati dichiarati tali con apposita ordinanza e quelli che presentano uno stato di accertato degrado fisico non superabile con interventi di manutenzione anche straordinaria.
Per queste ultime due fattispecie, ove sussistano le condizioni richieste, la base imponibile sarà determinata come segue:

Valore imponibile = rendita catastale x 1,05 x moltiplicatore x 50%

 

b) Fabbricati appartenenti alla categoria D, interamente posseduti da imprese, distintamente contabilizzati

Per i fabbricati:
- non iscritti in catasto (anche per quelli iscritti ma privi di rendita - Cassazione, sentenza n. 27065/2008);
- interamente posseduti da imprese;
- distintamente contabilizzati;

la base imponibile, come per l'ICI, è data dal valore risultante dalle scritture contabili, opportunamente rivalutato sulla base dei coefficienti annualmente approvati con decreto ministeriale (per l'anno 2013 D.M. 18/04/2013, pubblicato sulla G.U. del 26/04/2013).
In base al predetto criterio, per determinare la base imponibile, è necessario stratificare il valore contabile del fabbricato in base agli anni di formazione del costo e rivalutare l'importo annuale in base al corrispondente coefficiente ministeriale. Eventuali costi incrementali capitalizzati nell'anno 2012 avranno effetto sull'imposta dovuta per l'anno 2013, i costi capitalizzati nell'anno 2013 avranno effetto sull'imposta dovuta per l'anno 2014, mentre i costi capitalizzati nell'anno 2014 saranno considerati solamente ai fini della determinazione del valore imponibile per l'anno 2015 (art. 5, comma 3, D.Lgs 504/92).
Si ricorda che tale criterio è applicabile solamente fino all'anno nel corso del quale avviene l'attribuzione della rendita catastale (D.M. 701/1994).

 

c) Aree fabbricabili

La base imponibile per le aree fabbricabili è data, come nell'ICI, dal valore venale in comune commercio al 1° gennaio dell'anno di imposizione, avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all'indice di edificabilità, alla destinazione d'uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di aree aventi analoghe caratteristiche.
Per determinare la relativa base imponibile, i contribuenti possono uniformarsi ai valori delle aree edificabili approvati dalla Giunta Comunale con Deliberazione n. 290 del 13/05/2014 (prorogata al 2018 con D.G. n. 889/2017).

 

d) Terreni agricoli

Per i terreni agricoli, il valore e' costituito da quello ottenuto applicando all'ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1° gennaio dell'anno di imposizione, rivalutato del 25 per cento ai sensi dell'articolo 3, comma 51, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, un moltiplicatore pari a 135. Per i terreni agricoli, nonche' per quelli non coltivati, posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola il moltiplicatore e' pari a 75.

Valore imponibile = reddito dominicale x 1,25 x 135 (o 75) - articolo 1, comma 707 della legge di stabilità 2014, legge 147 del 2013.

Il reddito dominicale può essere reperito dalla visura catastale della particella di terreno interessata.

A fini IMU, sono considerati terreni le aree edificabili possedute e condotte dai coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola.

Il conteggio dell'imposta municipale propria è disciplinato dall'art. 9, comma 2, del D.Lgs 23/2011 (richiamato dall'art. 13, commi 1 e 13, del D.L. 201/2011). In base a tale norma, analogamente all'ICI (art. 10, comma 1, D.Lgs 504/92):
- l'imposta è dovuta per anni solari;
- l'imposta è calcolata proporzionalmente alla quota di possesso;
- l'imposta è rapportata al numero dei mesi dell'anno nei quali si è protratto il possesso: al tal fine il mese durante il quale il possesso si è protratto per almeno quindici giorni è computato per intero. Ad esempio, se un fabbricato è acquistato il giorno 14 del mese, quest'ultimo dovrà conteggiarsi per intero al fine di determinare il numero complessivo dei mesi su cui applicare l'imposta. Se, invece, è acquistato il giorno 18, il mese di acquisto non dovrà conteggiarsi;
- ogni anno rappresenta un'obbligazione tributaria autonoma.

 

Rate e scadenze

Il versamento dell'imposta deve essere effettuato con le modalità ed alle scadenze sotto riportate (art. 9, comma 3 del D.Lgs 23/2011 e art. 12, comma 12 bis, D.L. 201/2011).

Prima rata: dal 1 al 16 giugno si versa il 50% dell'imposta dovuta calcolata utilizzando le aliquote e le detrazioni dell'anno

Seconda rata: dal 1 al 16 dicembre si versa il saldo dell'imposta dovuta (totale imposta dovuta al netto dell'acconto versato a giugno), calcolata utilizzando aliquote e detrazioni dell'anno in corso;


 

Modalità di versamento

In base all'art. 13, comma 12, del D.L. 201/2011 il versamento del tributo deve eseguirsi esclusivamente a mezzo modello F24 o a mezzo dell'apposito bollettino postale, approvato con D.M. 23/11/2012, intestato al c/c postale n.1008857615, "Pagamento IMU". Non sono consentite altre modalità di versamento.
I codici tributo per eseguire in versamento sono i seguenti:

  • 3912 "IMU - Imposta municipale propria su abitazione principale e relative pertinenze - art. 13, c. 7, d.l. 201/2011 - COMUNE"
  • 3914 "IMU - Imposta municipale propria per i terreni - COMUNE"
  • 3916 "IMU - Imposta municipale propria per le aree fabbricabili - COMUNE"
  • 3918 "IMU - Imposta municipale propria per gli altri fabbricati - COMUNE"
  • 3925 "IMU - Imposta municipale propria per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D - STATO"
  • 3930 "IMU - Imposta municipale propria per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D - INCREMENTO COMUNE"

Per gli immobili di Categoria D, si utilizzeranno il codice tributo 3925 (competenza STATO) per il versamento dell'imposta al 7,6 ‰ ed il codice 3930 (competenza Comune) per il versamento della restante parte di imposta al 3%.

Nel caso di immobili di cat. D3, relativamente ai quali sussistono i requisiti per fruire dell'aliquota agevolata del 7,6%, il versamento andrà effettuato utilizzando solo ed esclusivamente il codice tributo 3925 e non già anche il codice tributo 3930.

Per la compilazione del modello F24:

- riportare il codice tributo di interesse nella "SEZIONE IMU E ALTRI TRIBUTI LOCALI";
- riportare le somme dovute per ogni codice nella colonna "importi a debito versati";
- indicare nello spazio "codice ente/codice comune" il codice A662, corrispondente al codice catastale del comune di BARI;
- barrare le caselle:
o "Ravv": se il pagamento si riferisce al ravvedimento;
o "Immob variati": se ci sono state variazioni che comportano la presentazione della dichiarazione;
o "Acc": se il pagamento si riferisce alla prima rata;
o "Saldo": se il pagamento si riferisce alla seconda rata;
o "Numero immobili": indicare il numero degli immobili;
o "Rateazione": non compilare;
o "Anno di riferimento": indicare l'anno d'imposta cui si riferisce il pagamento. Se si tratta di ravvedimento indicare l'anno in cui l'imposta avrebbe dovuto essere versata.
- riportare l'ammontare della detrazione per l'abitazione principale (cat. catastali A1, A8 e A9) spettante nel quadro "Detrazione".
NB: Nel caso di ravvedimento le somme dovute a titolo di interessi e di sanzioni vanno sommate al codice tributo dell'imposta dovuta.